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ObiettiviEsistono diversi tipi di obiettivi: obiettivi normali, grandangolari, teleobiettivi e zoom Obiettivi normaliViene considerato obiettivo normale di un certo formato di pellicola quello che ha una lunghezza focale all'incirca uguale alla diagonale del fotogramma. In linea generale, la qualità di un obiettivo dipende da numerosi fattori. Uno dei parametri più importanti è rappresentato dalla incisività, ossia dalla capacità di un obiettivo di riprodurre con elevata definizione e nitidezza anche i dettagli più piccoli; una stampa o una proiezione di diapositiva sarà tanto più nitida quanto più inciso è l'obiettivo. Altri parametri che concorrono a determinare la qualità di un'ottica sono lo schema ottico, il numero delle lenti, le aberrazioni geometriche e cromatiche, la resa cromatica, la vignettatura, l'uniformità delle prestazioni al centro e ai bordi del fotogramma, e così via. In molte situazioni l'obiettivo normale non è soddisfacente; ad esempio, perché offre un angolo di campo troppo ristretto o perché costringe ad avvicinarsi troppo al soggetto. E' evidente che una macchina fotografica ad ottica fissa è molto limitativa nell'uso, in quanto non consente l'intercambio degli obiettivi; in questo caso è preferibile orientare la scelta verso apparecchi dotati di obiettivo zoom di buona qualità e discreta escursione focale, in modo da potere impostare caso per caso l'inquadratura migliore. Obiettivi grandangolariUn obiettivo grandangolare ha una lunghezza focale più corta dell'obiettivo normale e quindi offre un angolo di campo più ampio. Per questo motivo le immagini prodotte da un grandangolo sono più piccole del naturale, restituendo la sensazione di una scena molto vasta. Il grandangolo è utile per fotografare sia all'interno che all'esterno. Nel primo caso serve per riprendere ambienti molto ristretti; nel secondo, per foto di architetture, panorami o scene di vita vissute in maniera molto diretta e coinvolgente: spesso è ciò che avviene nei buoni reportage. Come si vede, la lunghezza focale impiegata quasi sempre predispone a diverse sensazioni e stati d'animo.
È importante notare che a parità di distanza dal soggetto, la prospettiva non cambia al cambiare della lunghezza focale dell'obiettivo; se si rimane fermi nella stessa posizione e si fanno tre fotografie (rispettivamente con un grandangolo, un normale e un tele), si ha esattamente la stessa prospettiva; a cambiare è l'ampiezza del campo inquadrato, che si restringe al crescere della lunghezza focale. Rispetto all'obiettivo normale, un grandangolare offre una profondità di campo maggiore a parità di diaframma; la messa a fuoco selettiva, ricorrendo alla sfocatura, diventa praticamente impossibile. Il vantaggio consiste in una minore sensibilità alle vibrazioni della macchina al momento dello scatto, per cui è più difficile ottenere immagini mosse.
Un altro elemento, spesso esteticamente negativo, caratteristico dei grandangolari è costituito dalle linee cadenti, che si hanno quando le linee verticali convergono fortemente, invece di mantenersi parallele tra di loro; per ridurle al minimo bisogna evitare di inclinare la macchina fotografica verso l'alto o verso il basso. Un caso particolare di grandangolo è il fish-eye (occhio di pesce), obiettivo di focale cortissima che arriva ad abbracciare ben 180 gradi o più di scena. La prospettiva da essi restituita è di tipo sferico, con linee molto distorte e fotogramma generalmente di forma circolare. TeleobiettiviI teleobiettivi svolgono una funzione opposta a quella dei grandangolari: si usano per isolare una porzione della scena, avvicinandola e ingrandendola più di quanto non faccia un obiettivo normale. Pertanto, per avere una zona a fuoco sufficientemente ampia, si deve chiudere il diaframma; questo però comporta l'allungamento del tempo di otturazione. Si tenga presente che l'ingrandimento della scena comporta una maggiore sensibilità alle vibrazioni della macchina fotografica. Per questo insieme di motivi è bene non esagerare con la lunghezza focale del teleobiettivo, almeno fino a che lo si desideri impiegare a mano libera. Un'applicazione tipica di un teleobiettivo di media lunghezza focale (85-135 mm) è nei ritratti; si riesce a stare ad una distanza giusta dal soggetto e se ne ottiene una prospettiva corretta nei lineamenti. Altri impieghi tipici sono nello sport, nel paesaggio e nella caccia fotografica. Un effetto caratteristico dei teleobiettivi è l'appiattimento prospettico della scena, con effetti di lontananza e profondità del tutto particolari, causato dall'appiattimento dei piani. Il fotografo creativo riesce spesso a sfruttare questi fattori apparentemente negativi, volgendoli a proprio vantaggio per realizzare immagini insolite e attraenti. Infine i teleobiettivi trovano applicazione nella macrofotografia, per ottenere ingrandimenti non troppo spinti rimanendo nel contempo abbastanza distanti dal soggetto. Obiettivi zoom
Da parecchi anni esiste altresì una particolare tipologia di obiettivi, caratterizzata da una lunghezza focale variabile; si tratta di obiettivi in cui, agendo su una ghiera, una leva o un pulsante, si può variare la lunghezza focale entro due estremità prefissate, mediante lo spostamento di un gruppo di lenti rispetto alle altre. Tali obiettivi vengono comunemente denominati zoom.
La possibilità stessa di provare diverse lunghezze focali prima di effettuare lo scatto consente di studiare più a fondo il soggetto da fotografare e di individuare il modo migliore per farlo. Ma non tutto è così perfetto come sembra, perché gli obiettivi zoom, a fronte dei vantaggi illustrati, presentano anche numerose punti deboli rispetto alle ottiche fisse: qualità ottica inferiore, luminosità limitata, peso sostenuto (elemento tanto più evidente quanto più bassa è la lunghezza focale utilizzata). L'impiego di uno zoom comporta, in genere, una perdita di nitidezza, la presenza di distorsioni geometriche e aberrazioni cromatiche, una distribuzione non uniforme della luminosità tra centro e bordi del fotogramma. |